Colle del Nivolet 2612 aslm.

 

Siete dei Triker amanti della montagna?
Benvenuti allora ad un'emozionante percorso che si svolge nel nord Italia tra Piemonte e Val d'Aosta; qui natura, divertimento e piacere di guida sono assicurati.
Meta del nostro viaggio, e della nostra sfida, il Colle del Nivolet, con partenza da Vercelli.
Imbocchiamo la statale in direzione Ivrea, passando dal Lago del Viverone sino a Castellamonte (mt 345 slm) città ben nota per le sue ceramiche artistiche.

Il primo tratto di trasferimento risulta ben agevole sino a superare Cuorgnè (mt 414 slm) dove la strada diventa addirittura a due corsie, larga ed invitante. Si incontra qualche breve strappettino e si giunge a Sparone (mt 552 slm) dove la carreggiata si va decisamente restringendo. Si continua comunque in prevalente falsopiano sino a Locana (mt 613 slm). In questo primo tratto, ad onor del vero, il panorama non è un granchè: la vallata è assai chiusa e segnata spesso dai dissesti idrogeologici delle recenti alluvioni.
Non resta che concentrarsi sulla strada e così continuiamo di buona lena incontrando le prime vere rampe di salita nei pressi di Noasca (mt 1063 slm).
Da qui si attraversa un tunnel lungo quasi 4 km e assolutamente impraticabile nel week end, e si raggiunge Ceresole Reale (mt 1620 slm). Il paese è probabilmente di origine celtica e conserva alcune tracce della dominazione romana.
Da non perdere i corridoi sotterranei delle miniere di Bellagarda e Cuccagna, ricchi di iscrizioni latine.
A partire dal 1862, Ceresole si fregiò del titolo di Reale, ottenuto con Vittorio Emanuele II, al quale il comune aveva ceduto gratuitamente il diritto di caccia di camosci e stambecchi.
Tra il 1854 e il 1864 Vittorio Emanuele istituì la riserva reale del Gran Paradiso.
Il 3 dicembre del 1922 con regio decreto la riserva reale veniva donata allo stato italiano affinché divenisse un parco per la salvaguardia delle bellezze naturali: nasce così il Parco del Gran Paradiso.
Ci troviamo al cospetto di una vasta conca dominata dal grande lago brulicante di surf: la strada lo costeggia con alcuni saliscendi e inizia a risalire la vallata dell'Orco.
Un primo tratto ci conduce a Chiapili (mt 1657 slm) splendido villaggio dalle antiche case in pietra dove la valle si chiude in un ampio anfiteatro dominato da numerose cascate mentre la strada, sollevatasi definitivamente dal letto del torrente, prende ad attorcigliarsi, con fattura estremamente scenografica sugli erti pendii della montagna.
Da qui al Colle ci sono ancora 15 km….
Di fronte all'estasiato spettatore, in un vallone di selvaggia bellezza, tornante dopo tornante, si raggiunge la diga ed il lago artificiale di Serrù (mt 2275 slm)dove una breve contropendenza permette di tirare il fiato e godere delle viste sul prospiciente bacino d'impluvio dominato dalle scoscese pareti della Punta Galisia, con una suggestiva chiesetta che domina la valle: da qui si perdono circa 100 mt di dislivello in discesa sino a raggiungere l'altro bacino artificiale, il lago Agnel, alla testata dell'alta Val Savarenche, a mt. 2534 slm nella splendida conca pianeggiante, circondato da una flora bellissima: ranuncolo acquatico, sedum villosum, eriofiori, boschi di larici, abeti rossi, pini, rododendri, mirtilli e felci…


Qui ha inizio l'ultimo tratto di salita, con pendenze decisamente più abbordabili. Ora si guida tra immense pietraie e radi pascoli sino al Colle, incassato fra le rocce.
Dal colle si può scendere sul versante valdostano sino al Pianoro del Nivolet, circa 1 km,ove sorge il capiente ed attrezzato Rifugio Savoye, al termine dell'asfalto.
Un panino o, per i buon gustai come noi, un loculiano pranzetto a base di polenta, formaggi e ottimo vino, a prezzi comunque buoni per tutte le tasche….


Il trike si è rivelato un ottimo mezzo anche per escursioni in alta quota, infatti abbiamo testato il mezzo a quota 2612 slm. con condizioni atmosferiche pessime, temperature miste con escursioni termiche impressionanti, pioggia e vero freddo..... ma il trike tolto qualche scoppiettio di marmitte dovuto ai doppi carburatori Weber IDF 40 , non ha dato alcun problema.

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